
non è un cartone animato su un bambino che non vuole crescere, ma la proiezione di ciascuno di noi quando crede in un sogno con determinazione e lo realizza.
peter sa volare. peter è ciecamente convinto di riuscire a volare, nonostante capitan uncino e i pirati vorrebbero trattenerlo a terra.
noi, alle volte, non abbiamo quello stesso coraggio.
temiamo che le nostre ali possano spiegarsi e portarci così in alto.
di cosa abbiamo realmente paura?
di ciò che potrebbe realmente accadere? spesso siamo noi, dal di dentro, a sabotarci. non sono mai gli altri, non è mai qualcosa che accade fuori di noi. la potenza che può dipanarsi dal nostro spirito, dal nostro mondo interiore e dal nostro immaginario è forte. basta essere “uno” con se stessi.
credere: è questa la cosa più difficile per un essere umano. credere significa seguire una intuizione dello spirito e comportarsi coerenti con questa sottile voce che parte da dentro. significa restare in sintonia con questa voce, quando tutti gli altri dicono il contrario.
credere in cosa?
nella bellezza del mondo in cui viviamo, nei nostri sogni, nel bene, nell’amore, nello spirito.
peter crede. e man mano che diventa consapevole di ciò riesce dove gli altri si fermano. credere significa trasformare l’impossibile quotidiano nel possibile. non è mai troppo tardi. c’è sempre un oggi da attuare. il passato lasciatevelo alle spalle, che non blocchi mai il vostro viaggio verso il credere. solo i sogni di chi crede ciecamente si realizzano.

è un film del 1989 con Burt Lancaster, James Earl Jones, Kevin Costner, Amy Madigan, Ray Liotta. Genere Fantastico, colore 106 minuti. – Produzione USA 1989.
Il messaggio, forte che lascia è: se coltivi un sogno, prima o poi riesci a realizzarlo.
Se fai il possibile per restare allineato con l’Amore le persone di cui hai bisogno per realizzare il tuo sogno, improvvisamente, si materializzano nella tua vita. Scriveva Johann Wolfgang Von Goethe:
Nel momento in cui, finalmente, decidiamo di impegnarci davvero, si mette in moto anche la Provvidenza. Ogni sorta di eventi interviene in nostro favore, situazioni che altrimenti non si sarebbero mai verificate. (…) coincidenze inaspettate, incontri e aiuti materiali che non ci saremmo mai sognati di poter trovare.
Le persone giuste, dunque, si presentano a darci una mano in ogni situazione. Ma perchè ciò accada dobbiamo essere fluidi e lasciarci andare. Non opporre alcuna resistenza nella nostra mente, altrimenti non riconosceremo le persone giuste quando si presenteranno. Le resistenze sono una forma di pensiero, è probabile che non ne siamo consapevoli. Per esempio: se siamo convinti di non attirare le persone giuste queste non verranno mai nella nostra vita. Dobbiamo essere ottimisti e spazzare di un solo colpo tutti i dubbi ed i pensieri negativi che affastellano la nostra mente. Dobbiamo essere pronti ad accogliere, solo così realizzeremo il nostro sogno.
Consiglio la visione di questo film a tutti coloro hanno perso, per un motivo o per l’altro, fiducia nel proprio sogno.
perchè l’Italia intera sembra caduta, da oltre 50 anni, nella falsa morza del quiz televisivo? generazioni si sono incollate davanti alla tv, da quando mike bongiorno “rallegrava” con i suoi show i concorrenti concentrati. si arriva a grandi passi ai nostri giorni. ecco carlo conti, in l’eredità o gerri scotti in “chi vuole esser milionario” e lo spettatore, dall’altra parte, è lì che non perde una sillaba. cosa si nasconde in questo pedissequo “seguire”?
la voglia di farcela, di essere più bravo del vicino, il sogno di avere un gruzzolo facile…più facile che rapinare il caveaux di una banca, il vedere la gente comune che, vuoi per fortuna o per preparazione, la da in culo agli autori che preparano le domande come gli esami di terza media.
il quiz televisivo fa fibrillare il cuore al suo spettatore, può in alcuni casi spianare la via all’infarto, mentre il braccio – rigorosamente sinistro – impugna saldamente il gommoso telecomando rattoppato dallo scoch. anche chi dice: io non mi sono mai visto un programma del genere, casomai per sbaglio ci passasse davanti mentre è in onda, per alcuni istanti, si fermerebbe. solo il gusto di vedere se è in grado di dare la risposta giusta. perchè, si sa, nella vita reale, quella che ci tocca vivere, le risposte si dissolvono tra le nubi.
non sempre c’è una risposta per tutto.

Nata come miniserie televisiva della HBO, vincitrice di 5 Golden Globe ? due agli interpreti Pacino e Streep -), incensata dalla critica (il New York Times: ?ANGELS IN AMERICA è il più importante adattamento di un lavoro teatrale dai tempi di UN TRAM CHIAMATO DESIDERIO di Kazan?), amata dal pubblico, tratta dall?omonimo dittico teatrale di Tony Kushner, opera fiume che destò scandalo e che gli valse Pulitzer e Tony Award.
Il fulcro della vicenda è Prior, colui che gli angeli scelgono come oracolo, un ruolo che questi rifiuta, vedendo nella capacità di vaticinare il vero virus che infetta il profeta e che lo uccide: al posto di quel terribile dono ambirebbe, invece, a ottenere un altro po? di vita (Io voglio più vita ripeterà in maniera toccante al momento del gran rifuto).
Supportato da attori tutti da applauso, ANGELS IN AMERICA rimane dramma sfaccettato e strabordante che narra con indubbia sfrontatezza, attraverso uno spettro frammentato ad arte, di un?epoca ipocrita che chiuse gli occhi di fronte a un mostro di nome AIDS.

E’ un film sul coraggio e sul coraggio di essere se stessi.
Di lottare per le tradizioni ed i principi in cui crediamo, quelli che riconosciamo veri nel profondo di noi.
L’eroe intraprende (come tutti gli eroi) un cammino, un viaggio.
Da fenomeno da baraccone, da uomo che ha perduto il senso profondo per cui vivere, dalle depressioni che si porta dentro: alla sua rinascita, all’impugnare la spada del Samurai per diventare l’ultimo Samurai, parte di una progenie di eroi.
Un film che offre spunti sulla calma, sul dominio della mente, sul controllo di se stessi. E’ un pò come: vivere Zen.
Troppo spesso, circondati da stress e frenesia – fuori e dentro di noi – compiamo i gesti, le azioni quotidiane con nervosismo, con la concitazione di chi è in preda al delirio del progresso.
L’uomo che agisce con il controllo della mente svuota se stesso dal pensiero, dalla preoccupazione, dall’agitazione per vivere in ogni singolo gesto con la calma dovuta, per essere se stesso e sciogliersi nell’ambiente che gli vive attorno.
Consiglio di vedere questo film se hai perduto i valori della tradizione, se non hai più niente a cui appigliarti, se l’agitazione la fa da padrona nella tua vita.
Ancora una volta la strada del Samurai segna, indelebile, la nostra via ritrovata.

Nessuno può dirti cosa fare: perchè la vita è la tua, e sei tu che liberamente dovrai decidere.
E non pensare a quello che dice la gente, ascolta il tuo cuore, la tua mente.
Ecco la trama di un film che fa riflettere, oltre la sua confezione prettamente commerciale.
“Linea Diretta” è la storia di una donna ordinaria, una cameriera ed ex maestra di ballo che, per un ecquivoco, viene creduta una psicologa e conduce una trasmissione alla radio, fingendo di essere ciò che non è.
“Non importa se sei una maestra di ballo, o una trapezista, ma sei tu…”, ecco la lezione che la protagonista dovrà imparare, superando le sue paure: prima delle quali, non essere accettata per ciò che è.
Perchè c’è sempre un istante in cui bisogna ricominciare da zero.
Anche se è mille volte che ricominci.

In occasione della Festa del Santo nazionale d’Italia: Francesco, vi consiglio di rivedervi lo splendido film di Rossellini: “Francesco, giullare di Dio”.
Non si tratta di una biografia del Santo, ma di 11 episodi tratti dai Fioretti nei quali si manifesta lo spirito della riforma francescana.
Vi è illustrato un breve periodo della vita della prima comunità francescana: dal ritorno di Francesco da Roma al separarsi dei discepoli, inviati a predicare la parola di Dio in tutto il mondo; servono da introduzione al racconto alcuni quadri riproducenti affreschi del duecento e del trecento sulla vita di Francesco.
I titoli dei singoli episodi: Rivotorto occupato dall’asino; La nuova casetta e frate Ginepro; Preghiera di Francesco e arrivo di Giovanni il semplice; Elogio di frate fuoco; Meravigliosa cena con sorella Chiara; Francesco bacia il lebbroso; Un pranzo per quindici giorni; Carità di frate Ginepro; Nuova terribile avventura dell’ingenuo Ginepro; Dov’è la perfetta letizia; Molte sono le vie del Signore.
Il film è del 1950, in bianco e nero, ma conserva tutta la forza dell’evocazione dei luoghi presso Monte Subasio.

titolo originale del film: “Sunchaser” (cacciatore di sole).
trama: il dottor Reynolds (Woody Harrelson) è un oncologo di successo costretto suo malgrado ad occuparsi della salute di Blue, un sedicenne carcerato (ha ammazzato il patrigno a tredici anni) affetto da un cancro incurabile e con un solo mese di vita.
Reynolds è un medico in carriera, razionale, con un segreto che si porta dentro da quand’era piccolo. Incarna l’America benestante con la sua porsche rossa fiammante. Ha una bellissima moglie ed una figlia e sta per acquistare una villa del valore di due milioni di dollari.
Blue rappresenta l’altra faccia dell’America: è un meticcio, mezzo indiano navajo, mezzo americano, un emarginato che ha vissuto nei quartieri ghetto di Los Angeles e tuttavia ha una sua spiritualità.
E’ convinto di potere miracolosamente guarire se riuscirà ad immergersi in un misterioso lago sacro, nel cuore della riserva navajo, di cui suo nonno è lo stregone.
“Che la bellezza sia davanti a me, che la bellezza sia sotto di me, che la bellezza sia tutta intorno a me ” è la preghiera che Blue recita per sopravvivere.
Il ragazzo riesce a fuggire e rapisce il dottor Reynolds, suo passaporto per la libertà.
è un film che ci stimola a riflettere sul potere della spiritualità, sul credere fortemente in qualcosa, nonostante ad un passo tutto possa crollare come un castello di carte.
la bellezza della natura ha un potere terapeutico: è puro spirito, l’energia che pervade l’universo in grado di guarire chi – con fede – si affida nel suo grembo.
è un film che consiglio di vedere a quanti vivono in città, a quanti hanno perduto il rapporto con la natura, a tutti coloro che non credono nei miracoli e nella forza dell’amicizia disinterassata.

chi sono “gli altri”?
Dice una celebre canzone: gli altri siamo noi.
Siamo noi quando crediamo di essere diversi, e quando non vediamo ciò che è sotto gli occhi di tutti.
Nessuna porta può essere aperta prima che l’altra venga chiusa.
E’ questa la frase che scandisce il ritmo del film.
E’ un film che consiglio di vedere se avete paura.
Paurda di cosa?
Di voi stessi, di vivere, degli altri.
La paura nasce dal non conoscere se stessi nel profondo e dall’incapacità di accettarsi così come si è.
Il coraggio – di contro – nasce dalla pazzia di essere se stessi, con tutto ciò che non riusciamo a comprendere, ad accettare, che ci rimugina dentro come un tarlo per anni ed anni.
E’ per questo che “The Others” è molto di più.
Non un film sui fantasmi, ma sulle nostre paure.
Nessuna porta può essere aperta prima che l’altra venga chiusa, significa dunque che gli stessi gesti quotidiani acquistano spessore e forza soltanto se cambia il nostro modo di osservare, di scoprire cose nuove di noi stessi.
E’ un percorso in cui non si torna indietro, ma ogni gradino ci conduce sempre più al cuore della verità: quel gran mistero che è la nostra identità.
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